addosso le tue labbra e nient'altro
Maturity is attractive to me
Vieni qui.
Vieni qui,
facciamo di tutto,
combiniamo casini
e progettiamo fughe.
ricordo pezzi di quel giorno,
ricordo che ero rientrata a casa stanca, che ero andata a prendere gli ultimi regali di natale,
e mi ricordo di quando ho acceso il telefono, l'avevo abbandonato in borsa, tra le mille cose che mi porto dietro, troppo spesso e inutilmentericordo il male che ho provato, e
non è descrivibile se non come una scarica dritta in mezzo al petto e il senso di ogni cosa che svanisce di punto in bianco, poi il pavimento che cede sotto i piedi, o sono le gambe che diventano fragili come cartapesta e non ti reggono più, ma tu non lo puoi sapereho sempre pensato al dolore di quel genere, al dolore che si prova nell'essere abbandonati senza preavviso, e ho sempre pensato che non fosse vero quel che si raccontava nei libri, nei film, nella vita che racconta la vita ma non vive davvero, e se lo fa, lo fa vivendo di menzogne che esistono grazie a chi la vita, tristemente, non l'ha mai vissuta
eppure in quel momento ho capito che le gambe ti abbandonano come ogni parte di te, e tu cadi
cadi, e non è una recita, tu stai lì da un momento all'altro, e tutto cambia, intorno a te tutto gira, tutto fa male come un pugno che ti torce il cuore, lo schiaccia, stringe e ti soffoca, e allora piangi, e non riesci a respirare neanche piùricordo, di quel giorno, quello in cui ci siamo visti l'ultima volta prima che te ne andassi
ecco, mi ricordo un ‘sembri fatta apposta per me’ detto mentre mi stringevi in un abbraccio, e poi tutto sfuma, sto di nuovo sul pavimento, sto di nuovo male, eppure non ti penso piùti guardo attraverso un vetro, da lontano, con gli occhi ancora un po’ stanchi, eppure non ti voglio più